L’incredibile possibile

Bowers & Wilkins 606

Bowers & Wilkins 606

La nuova Serie 600 di Bowers & Wilkins ha prestazioni sbalorditive.
E queste 606 in particolare, ridisegnano letteralmente gli scenari prestazionali tra i diffusori di questa fascia di prezzo.

La quinta versione della Serie 600 aveva più di 4 anni, ed era ora, anche tenuto conto del grosso salto prestazionale introdotto dal nuovo cono Continuum, di debuttare con nuovi diffusori. Questa Serie 600 S6 completamente ridisegnata, vede l’introduzione –appunto- del Continuum per tutte le membrane di mid-range e woofer, fatta eccezione per il modello da pavimento 603 che adotta per la gamma bassa driver in cellulosa. Anche il tweeter è nuovo, con una frequenza di break-up di 38 kHz e disegno a doppia cupola già visto nella precedente Serie, ma adesso rivisto, nel complesso magnetico, nell’equipaggio mobile, nella rigidità della seconda cupola, oltre che nel baffle di montaggio.
Altra novità sono i tubi di accordo bass-reflex, in questa serie posteriori, oltre alle finiture, bianco e nero opaco, nella vecchia serie frassino nero.
606 con woofer da 16,5 cm in Continuum, materiale per il quale gli ingegneri della Bowers & Wilkins hanno lavorato ben 8 anni;
il driver è direttamente derivato da quello adottato nella Serie 800 dalle 805 in particolare, e nella Serie 700 (705 e 706).
Adotta un nuovo cestello e un circuito magnetico ridisegnato, con un flusso magnetico molto più energico. Il taglio è fissato a 2,5 kHz con pendenza 6db/oct, il filtro è pertanto semplicissimo, e infatti le 606 non impensieriranno nessun amplificatore, essendo un carico estremamente facile da pilotare.
Probabilmente sono il miglior affare che si possa fare in questa fascia di prezzo, essendo in grado di polverizzare letteralmente qualsiasi concorrente, sia in termini di prestazioni ce di finitura.

Ascolto

Queste 606 sono state collegate con un integrato Rotel RA-1592 e alternativamente con un Denon PMA2500-NE, con prestazioni davvero sbalorditive. Il cono Continuum da una parte e il nuovo tweeter riescono ad esprimere prima di tutto una incredibile dose di realismo in gamma media, restituendo un messaggio estremamente coerente e timbricamente corretto. La sensazione è di avere davanti un diffusore di rango estremamente più elevato di questo. Anche in gamma bassa l’articolazione e l’estensione sono da record, con una tenuta in potenza davvero ragguardevole. Nella ricostruzione spaziale si perde la tridimensionalità tipica dei modelli superiori con tweeter on-top, ma del resto parliamo di prodotti da oltre il doppio del costo, e seppure ci sia questa limitazione fisica, le 606, se ben sistemate in ambiente, sono in grado comunque di restituire una scena estremamente realistica e stabile. Amano essere installate su stand o su un supporto robusto, magari abbastanza lontane dalla parete di fondo per dare modo ai dotti di accordo di lavorare al meglio. Non amano un genere in particolare, e riescono sempre a regalare un ottimo ascolto, qualsiasi musica gli si chieda di riprodurre.

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