Il software di riferimento

Marco Fullone

Marco Fullone - Il software di riferimento

Come sempre Gammadelta continua a parlare di vinili, che sono una parte fondamentale della nostra storia e della nostra cultura audio, insieme con i meravigliosi oggetti per riprodurli.

In un’epoca di musica liquida, di audio in alta risoluzione e di nuove frontiere di impianti (pseudo) hi-fi completamente wireless fa piacere constatare che una parte bella sostanziosa di appassionati non rinuncia al piacere generato da un disco fisico.
Anche se in termini numerici si parla di una nicchia (in particolare in riferimento alle stampe in vinile) l’industria discografica non sottovaluta di certo il fatturato generato dalle preziose riedizioni del proprio catalogo. Per qualcuno si tratta in molti casi di speculazioni per spennare i poveri appassionati di musica, per altri un’occasione per valorizzare un patrimonio di straordinario valore. Per fortuna il mercato in mezzo a uscite talvolta discutibili offre tante belle occasioni per riascoltare capolavori rispolverati in nuove scintillanti versioni. Fa piacere constatare che una nuova consapevolezza nel mondo della discografia rende finalmente giustizia agli audiofili che possono, finalmente, contare su una cura senza precedenti sul piano della qualità sonora. L’attenzione si concentra sui remaster che vengono oggi prodotti con cura maniacale pensando proprio al supporto vinile 180gr, un lavoro in cui i nastri originali sono acquisiti in digitale e rielaborati con le più moderne tecnologie. Per questo motivo dischi storici oggi riproposti su vinile suonano incredibilmente bene, meglio addirittura delle prime stampe originali. E questo è un aspetto che va al di là delle mode, perché se è vero che per molti gli LP sono solo un gadget da aggiungere alla collezione di un artista, per molti appassionati è riappropriarsi della musica, di un modo per ascoltare con dinamica e calore per decenni perse nei meandri del digitale. Ormai tutti i nuovi album escono regolarmente anche in vinile ma è sulle ristampe di pregio che concentra la nostra attenzione. Oggetti belli da collezionare (spesso anche a tiratura limitata e numerata) ma anche favolosi da ascoltare. E se avete un sistema audio di qualità le sensazioni sono davvero uniche. Un ottimo esempio su come si devono fare delle splendide ristampa ce lo propone la Rhino, con la collezione dei più noti e amati album degli Yes, band di culto che negli ultimi anni ha ripubblicato gran parte della sua produzione affidando a Steven Wilson il compito di restaurare i nastri originali e riportarli a nuovo splendore. La cura maniacale con cui Wilson ha negli ultimi realizzato i remasters di King Crimson, Gentle Giant, Jethro Tull e altri artisti fondamentali del prog rock è ormai uno standard che ha davvero messo d’accordo tutti, anche gli appassionati più tradizionalisti. Privilegiando supporti in alta definizione come DVD Audio e Bluray Audio, Wilson è riuscito a riportare registrazioni vecchie quasi cinquanta anni ad uno splendore assoluto, inaspettato, regalando a tutti noi la possibilità di riascoltare questi capolavori in una veste sonora scintillante e dinamica anche grazie ai spettacolari mix 5.1. Ma Wilson non si è solo limitato a riprocessare in surround dischi epocali come “Aqualung”, “Close To The Edge”, “In The Court Of The Crimson King” e “EL&P” ma anche rielaborando il contenuto dei nastri originali in un nuovo mix stereo. Sebbene qualcuno abbia posto qualche perplessità su questo procedimento c’è da dire che gran parte dei fan hanno trovato i remix stereo molto interessanti, io stesso che ascolto questo repertorio da quando ero ragazzino in parte sono rimasto sconcertato nel scoprire dettagli mai ascoltati prima, brani con arrangiamenti che sembrano ben diversi (e lo sono!) dalle stampe storiche. Il catalogo YES fino ad oggi rimasterizzato da Wilson su bulray audio e DVD Audio arriva per la prima volta su vinile in una splendida edizione box set curata dalla Rhino (Warner Music), una strepitosa occasione per vecchi e nuovi fan di riscoprire la band di Jon Anderson, Rick Wakeman, Chris Squire ecc. davvero come mai si era ascoltata su LP. Il lavoro accurato di Wilson sui nastri originali Atlantic è stato trasferito in un master a 24 bit 192 KHz che Chris Bellan del prestigioso studio di Bernie Grundman ha utilizzato per le lacche. Il risultato è strepitoso, mai avevo ascoltato così bene i vinili degli Yes, tutto finalmente ripulito da distorsioni, con contrasto dinamico e separazione stereo che ricostruiscono le elaboratissime produzioni in studio di una band di virtuosi perfezionisti.
Molto interessante (e inaspettata) l’idea di far rielaborare anche le grafiche di “Fragile”, “Close To The Edge” e “Tales From Topographic Ocean” da Roger Dean, storico designer della band che ha ritoccato i disegni originali con altri colori, particolari e soggetti che richiamano i mondi immaginari che hanno ispirato anche un film epocale come Avatar. La copertina di “The Yes Album” è rimasta la stessa tranne per la scritta “Steven Wilson Remix” mentre “Relayer” curiosamente non ha riportato nessuna modifica rispetto all’originale. Questo aspetto delle copertine è un’altra interessante attrattiva per i collezionisti, anche perché al momento non si sa se queste edizioni saranno disponibili in vendita singolarmente. Che altro dire? Se siete fan degli Yes questa è un’occasione imperdibile per riascoltarli e riviverli come mai in passato su LP.
Un altro esempio interessante di bella musica riproposta in veste estremamente raffinata ci arriva dall’album postumo di Prince “A Piano And A Microphone – 1983”. Si tratta del primo disco ufficiale che la Warner ha fatto uscire grazie ad un accordo con la famiglia di Prince.
Sappiamo infatti che l’artista di Minneapolis aveva nei cassetti tantissimi brani inediti, live in studio, ecc. e che finalmente sono stati affidati alle cure di Michael Howe, un grande esperto di valorizzazione dei cataloghi di grandi artisti e che ha già lavorato con The Rolling Stones, Tears For Fears, Brian Wilson, David Gray, Neil Young e altri. Il lavoro di Howe è quello di ascoltare e scoprire nell’immenso archivio di Prince tutte le preziose canzoni che il genio ferito di Roger Nelson in arte Prince ha celato per anni dopo essere entrato in contrasto con la Warner (ricordate la scritta “slave” sul viso?). Questo album proposto in un lussuoso libro rilegato ha al suo interno sia un LP che un CD con lo stesso repertorio, e alcune foto inedite.
Si tratta di brani che l’artista incise nel suo studio casalingo semplicemente con un pianoforte, una dimensione intima che ripropone l’artista con tutto il suo spessore, con quella fragilità che di certo non vedevamo dalla sua immagine pubblica di genio del pop-funk-rock. Prince messo a nudo, che tocca l’animo in modo quasi drammatico offrendo il suo immenso stile d’interprete che arriva dal gospel, passa per il soul fino ad arrivare al jazz. Meravigliosa la versione di “A case of you” di Joni Mitchell (uno dei brani preferiti in assoluto da Prince) e il traditional “Mary don’t you weep” che ci porta direttamente dentro una chiesa battista. A proposito di ristampe mi ha davvero incuriosito il box di Jean Michel Jarre che celebra i cinquanta anni della sua carriera. L’artista francese è stato certamente uno dei pionieri della musica elettronica applicata al pop ma anche alla world music, alla dance, alla ambient, raggiungendo un successo davvero notevole in tutto il mondo con una serie di album iconici che hanno fatto la storia del genere.
Il box pubblicato dalla Sony in varie versioni sia su vinile (box da 8 LP) sia su CD con card download con materiale esclusivo remixato per l’occasione in 5.1. Quest’ultimo box contiene inoltre tutti i brani su due musicassette! Si, avete letto bene, le mitiche “cassette tape” che credevamo ormai appartenenti alla nostra gioventù. Una scelta bizzarra sebbene da qualche tempo alcuni artisti stiano ristampando su musicassetta, ma il fine è più che altro quello di sfornare gadget per i fan più accaniti. Altro dubbio di questa release è la scelta molto discutibile di fornire in download gratuito i file 5.1 creati apposta da Jarre in una serie di file video Dolby Digital. Mi chiedo perché non dei semplici PCM 5.1 a 24 bit di alta qualità. Un vero peccato perché ascoltarli in DD è davvero non rendere giustizia alla musica e alla storia di questo artista.

Marco Fullone

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