Arcam Radia A25+ e CD5 sono due componenti pensati per formare un sistema, non un abbinamento.
La coerenza è deliberata – di progetto prima ancora che estetica – e si sente. In un mercato che propone sempre più funzioni e meno direzione, Arcam sceglie la strada opposta: un impianto integrato con un punto di vista preciso sull’ascolto.
Quasi cinquant’anni di elettronica fedele alla musica
Ci sono marchi che hanno costruito la propria reputazione a colpi di watt e specifiche tecniche, e marchi che l’hanno costruita convincendo chi ascolta davvero. Arcam appartiene alla seconda categoria. Fondata nel 1976, ha attraversato decenni di evoluzione tecnologica restando fedele a un’idea di fondo: che l’elettronica audio debba essere uno strumento al servizio della musica, non un’esibizione di ingegneria fine a sé stessa.
La linea Radia ne incarna la logica attuale. Non è una linea di ingresso nel senso corrente – cioè un prodotto concepito per sembrare tale – ma un insieme di componenti progettati con una coerenza di sistema che si fa sentire all’ascolto.
L’Arcam Radia A25+ e l’Arcam Radia CD5 ne sono l’espressione più immediata: amplificatore integrato e lettore CD pensati per lavorare insieme, condividendo lo stesso DAC di base e le medesime dimensioni di ingombro.
Arcam Radia A25+: Class G alla quinta generazione
Il cuore dell’Arcam Radia A25+ è la tecnologia Class G, nella sua quinta iterazione progettuale. Per chi non ha familiarità con questa topologia: Class G non è né Class A – con il suo calore e i suoi consumi elevati – né Class D, con la sua efficienza estrema e il dibattito ancora aperto sulla resa timbrica.
Class G è un ibrido intelligente che opera in Class A o Class AB secondo il livello del segnale, commutando automaticamente su una tensione di alimentazione più elevata soltanto nei momenti in cui la musica lo richiede.
Il risultato è un amplificatore che consuma poco a riposo e dispone di riserve dinamiche significative nei picchi.
I numeri: 100 W per canale su 8 ohm, 165 W su 4 ohm.
Sono cifre che si traducono in una capacità di pilotaggio generosa, utile sia con diffusori di media efficienza sia con carichi più impegnativi.
La risposta in frequenza, il controllo dell’articolazione sui bassi e la definizione agli alti sono le aree in cui la tecnologia Class G di quinta generazione mostra i propri progressi rispetto alle generazioni precedenti.
Un hub digitale completo
L’Arcam Radia A25+ non è soltanto un amplificatore. Il DAC integrato ESS ES9018K2M gestisce segnali PCM fino a 384 kHz e DSD fino a DSD1024, posizionando l’A25+ tra i convertitori più capaci della sua categoria. Gli ingressi digitali coprono ogni sorgente contemporanea: due coassiali S/PDIF, un ottico TosLink, un USB-C e – dettaglio non secondario – un HDMI eARC, che permette l’integrazione con televisori e sistemi multimediali senza convertitori aggiuntivi.
Il Bluetooth 5.4 con tecnologia Snapdragon Sound aggiunge la dimensione wireless, con qualità trasmissiva nettamente superiore ai profili Bluetooth tradizionali.
La funzione Auracast permette inoltre di connettere cuffie o diffusori wireless compatibili, ampliando la flessibilità d’uso dell’amplificatore ben oltre il solo ascolto fisso.
Sul fronte analogico: tre ingressi RCA a ingresso singolo e uno stadio phono MM selezionato con cura. Chi ascolta anche in vinile troverà nello stadio phono integrato una soluzione dignitosa che evita l’acquisto di un pre-phono esterno per le applicazioni più comuni.
L’uscita variabile pre-out e l’uscita cuffia frontale completano un impianto di connessioni che difficilmente lascia scoperti scenari d’uso.
Arcam Radia CD5: il disco fisico riabilitato
Nell’ultimo decennio il lettore CD è diventato, nell’immaginario collettivo, un reperto del passato. I fatti raccontano una storia diversa: chi ascolta con serietà sa che un buon lettore CD, abbinato a un buon amplificatore, produce risultati che la trasmissione via streaming non sempre raggiunge – non per ragioni misteriose, ma per via della qualità di conversione e della catena del segnale. L’Arcam Radia CD5 parte da questa premessa.
Il DAC utilizzato è lo stesso ESS SABRE ES9018 dell’A25+. Non è un dettaglio tecnico marginale: significa che la colorazione timbrica del convertitore è la medesima su entrambi i componenti, e che l’abbinamento A25+ e CD5 si traduce in una coerenza di tono che l’abbinamento tra prodotti di marchi diversi difficilmente garantisce al primo tentativo.
Oltre il solo disco ottico
Il CD5 legge CD-Audio, CD-R e CD-RW, coprendo l’intera produzione commerciale e i dischi masterizzati in casa. La porta USB-A frontale aggiunge una dimensione ulteriore: WAV e FLAC fino a 24 bit e 96 kHz, MP3 e AAC – tutti da chiavetta USB, senza necessità di computer o convertitori aggiuntivi. Chi ha già archiviato la propria raccolta in formato digitale può così usare il CD5 come unica sorgente, senza rinunciare né al disco fisico né ai file di alta qualità.
Le uscite sono tre: analogica stereo su RCA, coassiale digitale e ottica digitale. La doppia uscita digitale permette di collegare il CD5 a un DAC esterno o a un amplificatore con ingresso digitale, aprendo scenari di sistema più articolati per chi vuole evolvere l’impianto nel tempo. Il rapporto segnale/rumore è di 93 dB ponderato A per i contenuti a 16 bit, e sale a 115 dB per quelli a 24 bit – numeri che non richiedono ulteriori commenti in un lettore di questa fascia.
A25+ e CD5: perché funzionano insieme
L’argomento tecnico è chiaro: stesso DAC, stessa famiglia progettuale, dimensioni identiche. Ma la ragione principale per cui i due componenti funzionano insieme è di natura più sottile: Arcam li ha progettati partendo dallo stesso ascolto di riferimento. Non due componenti della stessa linea estetica, ma due componenti della stessa linea sonora.
A livello pratico, questo si traduce in una compatibilità di segnale che evita le regolazioni di compensazione che spesso si rendono necessarie quando si abbinano componenti di case diverse. L’uscita del CD5 si integra naturalmente con gli ingressi dell’A25+, analogici e digitali, senza che il tecnico o l’ascoltatore debbano intervenire sulla catena.
È un beneficio che si percepisce nella pratica d’uso quotidiana prima ancora che nell’analisi critica. Il consiglio d’abbinamento è quello del collegamento digitale coassiale tra CD5 e A25+: la conversione avviene nel DAC dell’amplificatore, che lavora a regime ottimale con un segnale di ingresso digitale pulito. L’uscita analogica del CD5 rimane comunque un’opzione valida per chi preferisce la catena analogica tradizionale, o per impianti in cui l’amplificatore non dispone di ingressi digitali. Arcam Radia A25+ e Arcam Radia CD5 non tentano di coprire ogni possibile necessità dell’ascoltatore.
Si concentrano su quello che sanno fare, e lo fanno con la coerenza progettuale che ci si aspetta da una casa con quasi cinquant’anni di esperienza nel settore. Chi cerca un sistema compatto – amplificatore, sorgente digitale, Bluetooth, phono – senza dover assemblare componenti di provenienza diversa troverà in questi due prodotti una risposta solida e ben calibrata. La scelta del DAC ESS ES9018K2M in comune non è un risparmio sui materiali: è una scelta progettuale che semplifica il lavoro dell’ascoltatore. La coerenza timbrica tra sorgente e amplificatore è un punto di partenza, non un obiettivo da inseguire.
Chi ha già un buon paio di diffusori o vuole affiancarli a un giradischi attraverso lo stadio phono MM dell’A25+ ha a disposizione un sistema che scala con le proprie esigenze senza richiedere interventi frequenti sulla catena.
Arcam Radia A25+
Amplificatore integrato a stato solido in topologia Class G di quinta generazione, con DAC ESS ES9018K2M integrato.
Topologia di amplificazione: Class G, quinta generazione
Potenza di uscita (8 ohm): 100 W per canale
Potenza di uscita (4 ohm): 165 W per canale
DAC integrato: ESS ES9018K2M
Formati PCM supportati: Fino a 384 kHz / 32 bit
Formati DSD supportati: Fino a DSD1024
Ingressi digitali: 2x coassiale S/PDIF, 1xTosLink, 1xUSB-C, 1xHDMI eARC
Ingressi analogici: 3x RCA, 1x stadio phono MM
Uscite: Pre-out variabile RCA, uscita cuffia frontale
Connettività wireless: Bluetooth 5.4 Snapdragon Sound, Auracast
Dimensioni: L 431 mm x A 83 mm x P 344 mm
Peso: 9 kg
Arcam Radia CD5
Lettore CD con DAC ESS SABRE ES9018 ingresso USB-A frontale file audio.
DAC: ESS SABRE ES9018
Formati disco: CD-Audio, CD-R, CD-RW
Ingresso USB-A: WAV (LPCM), FLAC, MP3, AAC, WMA
Risoluzione massima (USB): 24 bit / 96 kHz (WAV, FLAC)
Rapporto S/N (16 bit): 93 dB (pesato A)
Rapporto S/N (24 bit): 115 dB (pesato A)
Uscita analogica: 1x stereo RCA
Uscite digitali: 1x coassiale RCA, 1x ottica TosLink
Dimensioni: L 431 mm x A 83 mm x P 344 mm
Assorbimento: 12 W









